Juve avanti in Coppa Italia
Napoli battuto ai rigori
TORINO, 4 febbraio 2009 – La Juventus è in semifinale di coppa Italia. Si qualifica col fiatone, ed un pizzico di fortuna. Battendo il Napoli 4-3 ai rigori, in una gara molto sofferta nel secondo tempo regolamentare, ma ben affrontata nei supplementari. Di gioco se n’è visto poco, ma la squadra di Ranieri ha mostrato la solita clamorosa forza mentale. Tenendo botta quando era alle corde, tirando fuori l’orgoglio e mantenendo i nervi saldi dal dischetto. Dagli 11 metri hanno sbagliato Nedved e Sissoko, ma i partenopei hanno fatto peggio, con gli sbagli di Lavezzi, Contini e Gargano. Sarà dunque la Juve a sfidare la Lazio nella semifinale d’andata il 4 marzo.
PARTENZA FALSA – Il primo tempo è equilibrato. Ma poco spettacolare. Di occasioni gol neanche l’ombra. La Juventus, che ritrova Poulsen in mezzo dal 1′, e rilancia Giovinco da vice Nedved, perde dopo dopo 20′ De Ceglie, ultimo infortunato (un colpo al torace, nulla di serio riscontrato dalla visita ospedaliera) di una lista che sembra l’elenco del telefono di Torino. Dentro Molinaro. Del Piero e Iaquinta in avanti hanno pochi palloni giocabili e non riescono a liberarsi al tiro. Il Napoli prova a ripartire in contropiede, ma le rifiniture per Lavezzi, molto attivo, e per l’ex Zalayeta, sono imprecise. All’intervallo è 0-0. Inevitabile.
SPRECHI NAPOLI - Il secondo tempo è come un caffè ricostituente dopo gli sbadigli dei primi 45′. Merito soprattutto del Napoli, con un Lavezzi scatenato appena può trovare un minimo di spazio. Del Piero scivola a centroarea sul cross dalla sinistra di Marchionni. E spreca una rara occasione bianconera. Ranieri cambia: dentro Trezeguet, esce Iaquinta. E Nedved sostituisce Giovinco. Cambi che sanno di bocciatura contingente per i due sostituiti, poco brillanti. Reja replica inserendo Bogliacino per Montervino. Il Napoli così cambia modulo: dal 3-5-2 passa al 4-3-1-2, con Hamsik dietro le punte. E più voglia di osare. Cannavaro rischia l’autorete per colpa di un rimpallo in area di rigore. Poi però è solo Napoli. Che mette la Juve alle corde. Mellberg recupera su Gargano lanciato a rete. Poi Hamsik inventa per Zalayeta, che di sinistro mette sull’esterno della rete. La Juve schiera la difesa molto alta, e rischia troppo. Bogliacino, imbeccato da Lavezzi dalla destra, si divora un gol sottomisura.
GOL FANTASMA – Al 95′ segna Trezeguet, di rapina, con un tocco da predatore d’area, ma il gol non viene convalidato per un fuorigoco sul passaggio di Del Piero. Offside che non c’era. E supplementari.
SUPPLEMENTARI BIANCONERI – La Juve tira fuori l’oroglio e sfiora il vantaggio con Trezeguet. Superlativo Navarro. Poi Del Piero segna, ma Ayroldi non convalida per un mani del capitano bianconero prima della conclusione. La Juve nell’extra time cancella i patemi di fine regolamentari. Arriva una delle tante conclusioni di Nedved, Navarro respinge, poi Cannavaro stoppa Del Piero che cercava il tap in a porta vuota. Si va ai rigori. E vince la Juve.
MOURINHO MANIA…
Ormai parte integrante e personalità di spicco del calcio italiano è la new entry Josè Mourinho , nuovo allenatore della F.C. Internazionale Milano. È lui uno dei più pagati allenatori in Italia e senza dubbio il più seguito dai mass media. Personaggio imponente, che entra nella squadra milanese come attento professore con la speranza di reimpostare una nuova psicologia di squadra e un nuovo regolamento, ponendo sullo stesso piano tutti i giocatori senza distinzione di talento, affinché tutti possano collaborare all’affermazione della società. Proprio per raggiungere questo fine utilizza rigidi criteri sulle applicazioni tecnico-tattiche, sugli orari di allenamento e le sue modalità, tenendo fuori squadra o non convocando tutti coloro che non abbiano partecipato con profitto alle sedute
d’ allenamento. Da uomo esperto, si diverte a dialogare con i mass media fornendo loro informazioni simili ai rebus, che da un lato fanno tenere gli occhi puntati sulla società e dall’altra salvaguardano la squadra da influenze esterne potenzialmente negative. Il portoghese, attento conoscitore dell’animo umano, a differenza degli altri, elogia a termine partita i reparti o i giocatori migliori, senza essere clemente con coloro che hanno reso poco, con lo scopo di spronare i giocatori che non hanno reso al massimo e non far sentire dimenticati i meno nominati, in fondo anch’ essi campioni, partecipi alla vittoria. La vita dei suoi giocatori costituisce uno dei suoi principali interessi;le realtà familiari, se in crisi, possono, infatti, danneggiare la serenità del giocatore; ed è proprio la serenità d’animo uno dei punti di forza di un team. È dunque probabile che conceda vacanze premio ai suoi giocatori in modo da non far mai mancare loro l’umore adatto per giocare al meglio. Abituato al gioco inglese, dove il modulo 4-3-3 è quello più spettacolare, si è reso rapidamente conto che per il calcio italiano e per l’Inter sarebbe più consono un modulo 4-4-2: infatti, con tale modulo i neroazzurri sono primi in classifica. Non ama perdere le partite pertanto qualora la squadra sia in svantaggio opera sostituzioni che sguarniscono la difesa allo scopo di recuperare il risultato. Non so se Mourinho avrà fortuna o se l’Inter vincerà qualcosa, né quanto tempo resterà in Italia, ma si può dire che è l’allenatore che è riuscito meglio a catalizzare l’attenzione dei mass media e il rispetto da parte di tutti i giocatori che abbia allenato.
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